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Fonte: corrieredellasera.it
27 settembre 2007
Le scoperte antietà: anche il test del sangue che svela i malanni futuri
Come vivere oltre un secolo
Studi di 50 scienziati: ecco il manifesto della lunga vita.
Meditazione, poche proteine e creme contro le rughe
MILANO — Si potrebbe definire prevenziomica. Prima ancora della prevenzione primaria c'è quella predittiva. La lettura nei geni delle future malattie e dei segni dell'età, non da cancellare ma da non far nemmeno comparire.
La medicina si trasforma. Nel giro di 5-10 anni, per i più ottimisti, comincerà la rivoluzione e via via le cure tradizionali saranno sempre più dedicate a emergenze, interventi dovuti a traumi, incidenti, intossicazioni. Tumori, malattie cardiovascolari, tutte le patologie degenerative legate all'età si correggeranno prima del loro manifestarsi. Insomma, longevità in buona salute.
Ecco perché chi nasce oggi arriverà a 103 anni in media, se femmina, e a 97, se maschio. Ma curando i geni presto si toccheranno e supereranno quei 120 «scritti» nel nostro patrimonio genetico. «L'eternità non ci interessa, ma restare in buona salute per almeno 120-150 anni sì». Rassicurano le parole dell'oncologo Umberto Veronesi e del virologo Luc Montagnier. Hanno firmato prefazione e postfazione del «Manifesto della lunga vita ». Due flash da scienziati attenti ai cambiamenti radicali subiti dalla medicina negli ultimi sette anni. Da quando cioè si è mappato il genoma umano e tecnicamente si sono aperte ai ricercatori strade inimmaginabili già solo 10 anni fa.
IL «MANIFESTO DELLA LUNGA VITA» - Il «Manifesto» è la summa delle novità scientifiche, con regole di lunga vita per la prima volta raccolte in un corposo volume di oltre 500 pagine, in libreria dal prossimo 2 ottobre (Sperling & Kupfer). I «malati» da visitare e curare diventano i geni, la diagnosi si farà su di loro, le cure saranno correttive e tese a non far nemmeno arrivare la malattia. E la dieta stessa sarà una cura, con probiotici, vitageni, chelanti di metalli pesanti (da riportare alla norma se in eccesso) e integratori: compresi gli ormoni quando cominceranno a diminuire con l'età.
Le infiammazioni vanno «spente» (favoriscono tumori e invecchiamento cellulare). Lo stile di vita «attivato»: quello anti-aging (dieta, attività fisica, allenamento cerebrale). Meditazione e spiritualità sono potenti elisir di giovinezza. Niente stress: invecchia. Le rughe: evitarle con creme ricche in antiossidanti, antiinfiammatori e in fattori ripara-Dna. Gli autori sono una cinquantina di tutto il mondo, coordinati da due scienziati:Paolo marandola e Francesco Marotta. Due veri «esploratori» della scienza a livello internazionale.
TEST PREDITTIVI - Hanno coinvolto anche l'uomo dei test predittivi, della rivoluzione: il coreano Woo Chul Moon, urologo e biologo molecolare dell'università Joong Ang di Seoul. Per la prima volta racconta come «visita» i geni: «E' possibile fin da oggi individuare da una goccia di sangue le malattie future e scongiurarle con cure di tipo genico e/o nutrizionale. Per esempio, per contrarre un tumore bisogna che nella cellula si verifichino almeno quattro mutazioni, dopodiché, passato un intervallo di qualche anno, è possibile che la neoplasia inizi a svilupparsi.
Oggi il tumore può essere intercettato solo quando ha già iniziato a esistere, non prima. Di conseguenza, la cura è sempre di tipo più o meno invasivo. Con il mio metodo, invece, si scopre fin da subito anche la sola possibilità che il tumore possa svilupparsi un domani ancora lontano qualche anno. Come?
Individuando i polimorfismi (micro alterazioni del Dna dei geni) in atto nella cellula, tra le centinaia di migliaia di tipi possibili: i polimorfismi indicano la suscettibilità all'eventuale tumore, a differenza delle mutazioni che indicano qualcosa di più concreto della suscettibilità. Io individuo i primi pericolosi polimorfismi in un ventaglio di oltre un milione e mezzo di tipi tra loro diversi (su un totale che si calcola possa arrivare a circa tre milioni)».
Incredibile la semplicità del test: una goccia di sangue del soggetto viene posto su un apposito dischetto e inserito in un computer dotato di un apposito programma, i polimorfismi eventualmente presenti vengono rapidamente scoperti e mappati, ponendo così le basi di una reale prevenzione con terapia molecolare (frammenti di Rna che vanno a correggere l'errore cellulare) o nutrizionale.
La tecnologia di Moon è oggi applicata su scala ristretta, ma il ricercatore coreano annuncia: «Tra qualche anno la diagnosi avverrà inserendo il dischetto con la goccia di sangue nel proprio personal computer collegato via Internet a un centro specializzato ». E i polimorfismi non riguardano solo i tumori, ma anche neuroni, pelle (rughe), ossa e articolazioni, sistema immunitario. Niente patti con Faust, quindi, ma senescenza addio «riprogrammando» le proprie cellule.
Mario Pappagallo
27 settembre 2007