Anteprima > Rubriche
Chi Siamo
Integratori per tutti
Panoramica Prodotti
Integratori per il Controllo del peso
Non solo controllo del peso
Nutrizione Intelligente
Benessere Generale
Cura del corpo
Acqua il primo integratore
Testimonianze
Sconti e promozioni
Calcola il tuo indice di massa corporea
Calcola il tuo fabbisogno calorico
Rubriche
Sala stampa
Il Benessere
Un mondo migliore
lo scandalo è servito
Zona video
Presentazioni
Test e quiz
In evidenza
FAQ
Fonte:lescienze.it 24/04/08
Dieta vegana per l'artrite reumatoide
Aumenta i livelli di anticorpi contro i composti dannosi che provocano questa malattia
L'artrite reumatoide costituisce un importante fattore di rischio per attacchi di cuore e infarti, ma chi ne soffre potrebbe ridurlo ricorrendo a una particolare dieta.
Un gruppo di ricercatori del Karolinska University Hospital di Stoccolma ha infatti scoperto che per queste persone una dieta vegana priva di glutine non solo abbassa i livelli di colesterolo, di lipoproteine a bassa densità (LDL) e di LDL ossidate (oxLDL), ma aumenta anche i livelli di anticorpi naturali contro i composti dannosi che provocano i sintomi caratteristici di questa malattia infiammatoria, come la fosforilcolina.
Lo studio è descritto sull'ultimo numero della rivista ad accesso pubblico Arthritis Research & Therapy.
Nella ricerca, diretta da Johan Frostegard, 66 pazienti sofferenti di artrite reumatoide sono stati divisi in due gruppi: al primo era stata assegnata una dieta vegana priva di glutine, mentre il secondo seguiva una dieta ben bilanciata non vegana.
Dopo 12 mesi i ricercatori hanno trovato che la dieta vegana priva di glutine aveva comportato la diminuzione dell'indice di massa corporea, dei livelli di LDL e di oxLDL, e un aumento degli anticorpi anti-fosforilcolina, mentre i livelli delle altre molecole grasse, compresi HDL e trigliceridi, erano rimasti invariati.
Nella altro gruppo tutti i valori erano invece rimasti sostanzialmente invariati.
Gli anticorpi anti-fosforilcolina sono oggetto di studio nel quadro di una vasta collaborazione europea, chiamata CVDIMMUNE, che mira a verificare l'ipotesi che essi abbiano un'azione protettrice nei confronti delle patologie cardiocircolatorie e che possano essere utilizzati come fattori diagnostici e terapeutici. (gg)